Il riconoscimento dei diritti sociali agli stranieri: una questione ancora aperta

L’ultimo recente pronunciamento della Corte costituzionale in materia di riconoscimento di prestazioni di natura assistenziale in favore degli stranieri, con sentenza n. 22 del 27 gennaio 2015, è un’utile occasione per fare il punto sui frutti del dialogo in merito intercorso negli ultimi anni fra legislatore e Giudice delle leggi. Questo confronto inter-istituzionale a distanza, oramai prossimo a compiere i dieci anni, poiché inaugurato dalla pronuncia della Consulta n. 432 del 2 dicembre 2005, non può dirsi del tutto lineare e presenta tuttora alcune questioni aperte la cui attualità, avuto riguardo alle odierne contingenze economico-finanziarie e alla irrisolta questione del governo dell’immigrazione in Italia e in Europa, non consente di ritenere del tutto consolidato l’orientamento della Corte costituzionale. La recente pronuncia della Corte ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 80 comma 19 della legge n. 388 del 23 dicembre 2000 (legge finanziaria 2001) nella parte in cui subordinava al requisito della titolarità della carta di soggiorno la concessione agli stranieri legalmente soggiornanti nel territorio dello Stato della pensione e dell’indennità di accompagnamento riconosciute ai ciechi civili “ventesimisti”.

Leggi il resto dell’articolo sulla rivista Federalismi.it

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